PER ORA MI ACCONTENTO DEL CIVISMO

di: Marco Corsetti

Oggi si vota in più di 700 comuni,in queste ultime settimane francamente non mi sono espresso in maniera particolare su questa tornata amministrativa, innanzitutto perché non mi riguardava da vicino, in secondo luogo non mi sembra ci sia in ballo nessun test e nessun collegamento con la politica nazionale(nonostante si voti in diversi capoluoghi e città rilevanti per il paese), ma soprattutto perché chi come me non si sente più rappresentato da nessuna forza politica in particolare e si trova parecchio deluso e disorientato diventa molto difficile prendere una posizione per questo o quell’altro schieramento,considerando poi le particolarità all’interno di ogni singola elezione amministrativa. Il problema è prima di tutto politico, in questa ondata di populismo reazionario e nazionalista ben interpretato dalla Lega e dove si sono voluti infilare anche i 5 Stelle, facendosi infinocchiare nella formazione del governo, l’unica alternativa sembra la riproposizione, in chiave alla “meno peggio”, del patto del nazareno bis, ovvero la difesa dell’establishment e dei poteri forti condita con politiche di smantellamento dei diritti del lavoro, del welfare e della costituzione, con il bene placito dei mercati e della finanza e dei loro burattini che siedono in Europa. Roba che abbiamo già subito e che abbiamo visto in Italia a cosa ci ha portato. In Italia manca un terzo spazio,quello che in Europa si sta via via costruendo tramite l’azione del movimento paneuropeo di Varoufakis, Diem25, e con il Patto di Lisbona siglato tra i movimenti della New Left di tre paesi dell’Europa mediterranea(France Insoumise, Podemos e Bloco de Esquerra). In Italia manca una proposta di questo tipo, una proposta politica progressista, sociale e democratica che si ponga l’obbiettivo di rovesciare la piramide e cambiare questo sistema dove la politica e le istituzioni sono succubi della finanza e dell’economia in mano a pochi, il tutto a scapito del popolo(e dei popoli) che dovrebbe essere il principale sovrano delle scelte della politica del nostro stato(come in tutti gli stati). In Europa siamo arrivati a un bipolarismo tra establishment e nazionalismi perché la sinistra socialdemocratica si è venduta l’anima, diventando subalterno al neoliberismo e diventando sempre più irrilevante nel panorama politico dei paesi europei; in Italia non si riesce a costruire un’alternativa valida a questo bipolarismo perché a sinistra siamo non siamo stati capaci di non demonizzare il populismo, già è stata proprio questa una delle cause dell’irrilevanza della sinistra, aver criticato ferocemente il populismo e non aver saputo interpretarlo in chiave democratica e progressista. Chissà magari nei prossimi mesi le cose cambieranno anche nel nostro paese e un’alternativa valida si potrà costruire, ad oggi ancora pochi spiragli si avvertono. In merito alle elezioni di domani difficile prendere una posizione univoca, sia per i motivi appena spiegati sia perché ogni città ha le sue particolarità rispetto al rapporto tra politica e territorio. Salvo una breve considerazione su chi vorrebbe fare un partito, come chi aveva fatto Liberi e Uguali, e  oggi si ritrova con le tre forze politiche in due terzi dei comuni che ognuno va per conto suo semplicemente perché non c’è da parte di quasi nessuno la volontà di fare un partito(parlo dei dirigenti naturalmente) e soprattutto non c’è nessuna prospettiva chiara rispetto alla politica generale. Per il resto mi posso giusto limitare a dire che se ci sono liste o coalizioni civiche di ispirazione democratica, progressista e di sinistra, con differenti sfumature ma con direttrici chiare sulla tutela del lavoro, dell’ambiente, dei beni comuni e di un’idea di città sostenibile; se ci sono proposte politiche di questo tipo sul campo che sanno mettersi in mezzo a quelle maggiori che si trovano sul panorama nazionale, in particolare se riuscissero ad arginare quest’ondata di destra nazionalista e demagogica, ecco se avviene ciò penso che sia un bene per il nostro paese e soprattutto per le nostre città. Per il momento posso accontentarmi giusto di questo: di una buona affermazione di un civismo progressista e di sinistra.

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