Innovazione – Come cambia la società e con essa la politica. Relazione di Fabio Perrone

ATTREZZARSI PER LA DEMOCRAZIA, PANEL I: come cambia la società, con essa la politica e la necessità di un’innovazione democratica.

Quella dei Pettirossi è stata una due giorni davvero intensa e caldamente partecipata, con una prima giornata a carattere prettamente formativo, e a seguire un’aperta e stimolante assemblea degli iscritti nella seconda giornata.

All’interno dell’ampio tema circa come attrezzarsi per affrontare i cambiamenti nei processi democratici e partecipativi, andiamo a focalizzarci brevemente però sul panel che ha aperto i lavori della prima giornata: Come cambia la società e con essa la politica.

Straordinariamente interessante la Lectio del Prof. Michele Sorice che ci ha delucidato circa le modalità di svolgimento e le potenziali soluzioni del problema della crisi della rappresentanza, pervasivo e crescente in tutte le democrazie ed in particolare in quelle europee, dove si consuma un profondo distacco tra la maggior parte dei cittadini elettori e una minoranza sempre più esigua di militanti e soggetti armonicamente inseriti nella partecipazione politica ed informata sui processi decisionali. Concetto chiave a questo proposito è quello del partito piattaforma, come modalità consapevole per combattere il progressivo svuotamento della politica, ed in particolare “ la progressiva erosione delle identità a lungo termine su cui si è fondata la legittimazione dei partiti, nonché le stesse forme di partecipazione politica”.

Si è approcciato con dati e riferimenti chiari, sia in termini di accadimenti storici nel recente passato sia in termini di letteratura specifica, il tema della post-democrazia, ovverosia la continua tendenza a ridurre gli spazi partecipativi ed i ruoli di responsabilità e guida all’interno delle sedi di partecipazione democratica e dunque in primis i partiti, nei quali si sta riscoprendo un reazionario ritorno al plebiscitarismo, con una platea unanime e priva degli strumenti critici necessari per esprimere un’opinione ed un’analisi politica pienamente consapevole che seguendo dinamiche fiduciarie e di carisma, si fa persuadere dal Leader Maximo del momento circa le posizioni preferibili da difendere e tenere, su temi locali, nazionali e internazionali. Il Prof. Sorice ha chiarito dunque questi aspetti sottolineando il grande vantaggio connesso all’uso della tecnologia, senza però omettere di puntualizzare le criticità intrinseche nel concetto di democrazia diretta: essa by-passa tutti i corpi intermedi tra classe dirigente del “nuovo modello di partito” (sempre più brand e meno partito, dunque) ed elettorato, e questo non è privo di costi.

Gli spunti forniti sono stati tantissimi, ma senza dubbio vanno menzionati l’introduzione della governance, la riduzione del politico al mero economico con la creazione di un ambiente business-friendly e la privatizzazione delle banche centrali ed altri cambiamenti delle ultime decadi che hanno prodotto “Apatia Sociale” da parte di una cospicua fetta dell’elettorato, sempre più lontano e disinteressato ai processi che effettano la sua vita, un’altra importante fetta ha chiesto invece maggiore controllo sui comportamenti dei soggetti istituzionali, creando quella che viene definita in dottrina contemporanea la “democrazia sanzionatoria”. Una minoranza però chiede nuove forme di partecipazione, ed è dunque questo il dovere di tutti gli addetti ai lavori: studiarle, diffonderle e praticarle, queste nuove forme. Ne va del futuro e dell’effettiva funzionalità ed efficacia di qualsiasi democrazia, specie e soprattutto in un contesto di polarizzazione del potere e di globalizzazione dei mercati.

A questo proposito davvero interessante il racconto del Dott. Pier Paolo Fanesi circa la sua esperienza, in quanto dipendente comunale, del bilancio partecipativo, pratica introdotta ormai da un ventennio nel comune di Grottammare, nelle Marche. Anche allora, quando questo fu introdotto, vi era un clima di grande malcontento circa l’operato dell’amministrazione fino ad allora, ed il Comune era stato peraltro commissariato. L’esperienza della partecipazione, su un territorio circoscritto e con una popolazione di meno di 20.000 abitanti, ha prodotto esiti estremamente positivi: ha accresciuto il controllo dei cittadini circa l’andamento della gestione comunale, ha portato un florido meccanismo di feedbacks e suggerimenti, le assemblee finalizzate a questo scopo sono state complessivamente sempre molto partecipate, specie da parte dei residenti nei quartieri meno avvantaggiati. Di contro, si è spesso riscontrata la difficoltà nel mantenere un’adeguato livello di attenzione dopo che determinate migliorie erano state ultimate.

Dopo un breve spazio dedicato alle domande che ha visto un pubblico molto stimolato e partecipe, hanno concluso lo spazio i due preziosi interventi di Antonio Floridia e Felice Besostri. Entrambi hanno salutato con sollievo l’esperienza di questo panel come molto istruttiva ed utile alle nuove generazioni: rispettivamente da una prospettiva toscana e una più meramente nazionale, essi hanno aggiunto le loro valutazioni ed esperienze dirette circa i temi trattati, non senza uno sguardo accorto circa come questi processi di partecipazione necessari si possano correttamente inserire nell’odierno quadro politico, così liquido e complesso.

Coordinatore con delega Lavoro e Welfare,

Fabio Perrone

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